Le Isole Eolie formano un arcipelago, costituito da sette isole vere e proprie, alle quali si aggiungono isolotti e scogli affioranti dal mare. Le sette isole sono disposte a forma di Y coricata, con l'asta che punta verso ovest; sono ubicate al largo della Sicilia settentrionale, di fronte alla costa tirrenica messinese. Sono visibili da gran parte della costiera tirrenica della Sicilia e della parte meridionale di quella calabrese, quando la visibilità è ottima e non è presente foschia.

Le sette isole sono:

  • Lipari (37,6 km² - circa 10.700 abitanti).
  • Salina (26,8 km² - circa 2.300 abitanti), con lo Scoglio Faraglione.
  • Vulcano, all'estremità Sud dell'arcipelago (21 km² - circa 300 abitanti).
  • Stromboli, con l'isolotto di Strombolicchio, all'estremità nord-est dell'arcipelago (12,6 km² - circa 450 abitanti).
  • Filicudi (9,7 km² - circa 250 abitanti).
  • Alicudi, all'estremità ovest dell'arcipelago (5,2 km² - circa 100 abitanti).
  • Panarea (3,4 km² - circa 240 abitanti), con gli isolotti di Basiluzzo, Dattilo e Lisca Bianca.
  • Le isole Eolie, tutte di origine vulcanica, sono situate nel mar Tirreno meridionale di fronte alla costa nord della Sicilia all'altezza di Capo Milazzo, da cui distano meno di 12 miglia nautiche.

    La loro posizione geografica è compresa tra:

  • 38° 48' 44" N a nord (Isola di Stromboli - Sciara del fuoco)
  • 15° 14' 35" E a est (Isola di Stromboli - località San Vincenzo)
  • 38° 21' 59" N a sud (Isola di Vulcano - Faro in località Gelso)
  • 14° 20' 21" E a ovest (Isola di Alicudi - costa ovest)
  • La presenza umana nell'arcipelago risulta sin da epoca molto antica. Le genti preistoriche vennero infatti sicuramente attratte dalla presenza di grandi quantità di ossidiana, sostanza vetrosa di origine vulcanica grazie alla quale le Eolie furono al centro di fiorenti rotte commerciali. I primi insediamenti si ebbero già nell'età neolitica tra il 5500 e il 4000 a.C. precisamente a Lipari e Salina con tracce di vasi ceramici e ossidiana lavorata. L'ossidiana, che a quei tempi era un materiale ricercatissimo in quanto tra i più taglienti materiali di cui l'uomo dell'epoca disponeva, alimentò dei traffici commerciali intensi: anche ad essi si deve ascrivere la notevole prosperità dell'Arcipelago in cui fioriscono strutture abitative e villaggi. L'ossidiana liparese è attestata in Sicilia, nell'Italia meridionale, in Liguria, in Provenza e in Dalmazia. A Lipari nacque così un insediamento di notevole ampiezza. L'ossidiana veniva anche trasportata a Salina dove veniva lavorata.

    Sempre del neolitico sul pianoro di Rinicedda a Leni (Isola di Salina) sono stati scoperti i resti di una capanna con frammenti di impasto di argilla, non sono tuttavia presenti i tipici buchi per i pali posti per sorreggere le strutture delle capanne. Della stessa epoca è l'insediamento di Castellaro Vecchio a Lipari dove sono state trovate ceramiche appartenenti alla cultura di Stentinello. I vasi erano fabbricati a mano, perché il tornio ancora non esisteva. Le forme sono semplici e le decorazioni ottenute usando le mani o dei punteruoli per graffiare la superficie. vi sono anche decorazioni colorate con fasce rosse importate dall'Italia meridionale. Delle fasi più evolute del neolitico è il ritrovamento proveniente dal promontorio del Milazzese a Panarea di un frammento dipinto con lo stile di Serra d'Alto. Nel IV millennio a.C., durante il periodo della cultura di Diana legata al villaggio di contrada Diana a Lipari sorsero degli insediamenti in tutte le isole eccetto Vulcano.

    Dell'età del rame (3000-2300 a.C.) vi sono tracce di capanne presso Filicudi, Panarea, Stromboli e Salina. A Stromboli sul Serro Fareddu si trova a 130 m di quota un inseriamento della facies di Pianoconte. Mentre a Panarea sul Piano Quartara sono state scoperte delle ceramiche della cultura di Malpasso-S. Ippolito.

    Tra il XVI e il XIV secolo a.C. le Eolie videro aumentare la loro importanza in quanto poste sulla rotta commerciale dei metalli: in particolare sembra fosse scambiato lo stagno che giungeva via mare dai lontani empori della Britannia e transitava per lo stretto di Messina verso oriente.

    Agli inizi del secondo millennio a.C. in Sicilia si afferma la Cultura di Castelluccio, mentre nelle Eolie si diffonde la cultura detta di Capo Graziano, dai rinvenimenti dell'isola di Filicudi. La medesima cultura è attestata anche a Lipari e l'abitato è formato di capanne circolari con pareti di pietre a secco, poste sulla rupe, quasi a strapiombo sul mare. Le forme ceramiche di questo periodo sono numerose e si trasformano nel tempo, attestando per il bronzo Medio un forte influsso della cultura di Thapsos detta cultura del Milazzese. Le influenze dalle aree della Sicilia centro meridionale perdurano sino al bronzo recente. Per l'età del Bronzo si rilevano anche importazioni dal mondo Miceneo e dal Vicino Oriente. Successivamente è documentata una diversa cultura, di tipo villanoviano con tombe in situle e in vasi biconici, detta dell'Ausonio I e dell'Ausonio II, perché propone forme attestate anche nella penisola Italiana e forse da essa importate. Lipari fu poi colonizzata da un gruppo di Greci (Cnidi e Rodii), intorno al 580 a.C., e nel mondo greco si identificò l'Arcipelago con le isole Eolie, Αιόλιαι, note ad Omero e considerate la dimora del dio dei venti, Eolo.